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Masashi Kishimoto

masashi-kishimoto Masashi Kishimoto (Okayama, 8 novembre 1974) è un autore di fumetti giapponese, creatore del celebre manga Naruto. Masashi Kishimoto nasce a Okayama nel 1974 . Fin da piccolo era evidente il suo interesse per il disegno, tanto che aiutava volentieri i suoi amici che condividevano la sua passione, spesso criticando anche il loro modo di disegnare.

Cominciò a creare dei piccoli manga di 31 pagine. Fece leggere le sue prime produzioni al fratello, lo stesso fece con il padre, ma i loro pareri erano del tutto negativi. Kishimoto non si abbatté e cercò di coltivare la sua passione e a migliorarsi. Non appena si presentava l’occasione dava sfoggio alla sua fantasia disegnando, finché non entrò in una scuola artistica. Qui espose una sua opera, Karakuri che lo porterà a vincere un importante premio, ovvero l’Hop Step. Comincia così la sua carriera segnata, inizialmente, da molte difficoltà e anche alcuni flop. Nonostante tutto, la sua passione e la sua voglia di disegnare lo aiutò a superare le difficoltà e iniziò a concretizzare quello che poi diventerà uno dei manga più seguiti in Giappone grazie al suo immediato successo: Naruto.
 

Altre Opere
  • Karakuri (One Shot)
  • Naruto
  • Il re del baseball
  • Bench! (One Shot)
  • Mario (One Shot)
  • Naruto Gaiden: Nanadaime Hokage to akairo no hanatsuzuki (miniserie)

 

Video Masashi Kishimoto




 

Gallery Immagini Kishimoto Sensei

 

Incominciamo col presentarla ai lettori che ancora non la conoscono, dove è nato e come ha trascorso la sua infanzia?

Masashi Kishimoto: Sono nato in un paesino molto piccolo, chiamato Katsuna, del Distretto di Okayama. Un posto veramente “particolare”! (ride)

Quale genere di cose faceva, quando era bambino?

Ho iniziato a disegnare appena finita la Scuola Materna, passavo molto tempo a disegnare, perchè i miei genitori non mi compravano molti giocattoli, siccome eravamo una famiglia molto modesta.

Risale al periodo della sua infanzia, il sogno di diventare Mangaka?

Sì, Dragonball ebbe un effetto incredibile su di me.

Cosa vi ha colpito tanto di Dragonball?

La storia, il disegno… tutto quanto. Benchè non sia un Manga realistico, è veramente bello e coinvolgente. Credo che il Sensei Akira Toriyama sia stato paragonabile ad un Dio per me, a quell’epoca! (ride)

I Manga hanno influenzato molto le sue passioni?

Direi proprio di sì. La mia passione per il baseball è dovuta in parte all’influenza ottenuta dal Manga Touch, disegnato da Mitsuru Adachi. La storia era incentrata su due fratelli gemelli appassionati a questo sport. Quando il maggiore muore vittima di un incidente, il minore farà di tutto per coronare il suo sogno di andare al Koshien. Una storia emotiva ed intensa.

Che ruolo ha avuto nella squadra in cui ha giocato?

Non avevo abbastanza forza per fare il battitore, giocavo sempre in seconda base! Crescendo pensai che avrei potuto invece essere un buon battitore e dovevo allenarmi per cercare una tecnica che potesse permettermi di colpire la palla in modo delicato ma efficace. Fu con quella tecnicha che diventai uno dei migliori della squadra.

Così in quella scuola era più interessato al Baseball che al disegno? (ride)

No, non era questo. Ma ai tempi, a colpire le ragazze erano più che altro gli sportivi, anzichè gli apprendisti disegnatori di Manga! Per questo optai per una carriera da atleta. Un giorno però, mentre tornai a casa, vidi la locandina del film di Akira, del Maestro Katsuhiro Otomo: rimasi affascinato dalla composizione del protagonista e della sua moto. Era come se mi stesse dicendo, “devi diventare un Mangaka!”.

Si è concentrato sul Disegno ai tempi dell’Università?

Sì, molto. Trovavo il tempo di disegnare anche durante i corsi, suscitando spesso rabbia e apprezzamenti nei professori. Va comunque detto che in confronto ai lavori dei Mangaka professionisti, io ero veramente patetico. Avevo ancora molto da apprendere ai quei tempi, così come adesso! (ride)

Disegnava qualcosa in Particolare ai quei tempi?

Non avevo ancora in mente una storia specifica, ma ricordo di essermi concentrato parecchio sul disegno delle mani in tutte le varie angolazioni:. Un pugno chiuso e un pugno chiuso stretto non esprimono la stessa emotività per esempio. Infatti, al terzo anno di Università, incominciai a pensare che anzichè dedicarmi agli studi, avrei dovuto indirizzarmi ad una Scuola d’Arte.

E non ha mai avuto modo di frequentare una Scuola d’Arte?

Sì, andai alla Scuola d’Arte di Kuushu. Stavo in un dormitorio molto piccolo, con due basi e due uffici.

Che Manga disegnava in quel periodo?

Se ben ricordo, era un Manga incentrato sui Samurai. Però siccome la storia si avvicinava molto a quelle di Ruroini Kenshin e Mugen no Junin, abbandonai il progetto. Non potevo assolutamente reggere il confronto con quegli autori.

Quando ha avuto la Chance di realizzare il suo sogno di Mangaka?

Al secondo anno di Università, quando vinsi il concorso Hop Step Award, indetto da Shueisha, con la storia Karakuri. Il regolamento diceva che il vincitore avrebbe ricevuto una telefonata dal direttore della rivista, ma non avendo ricevuto notizie incominciai a pensare di essere stato scartato… per l’ennesima volta. (ride) Poi, quando mi recai in Libreria e sfogliando Jump riconobbi le pagine del mio Manga, provai una sensazione mai sentita prima.

Quello è stato un momento di grande gioia?

Decisamente sì! Credo sia stato il momento più bello della mia vita. Buttai in aria Jump e lanciando un grido di gioia mi recai subito a casa, dove ricevetti la chiamata di Yagagi (il mio attuale redattore), però per l’emozione sbagliai tasto, ed anzichè rispondere chiusi la chiamata… fortunatamente però mi richiamò subito e complimentandosi con me, mi diede il benvenuto nella grande famiglia di Shueisha! (ride)

Come è iniziata la sua Carriera di Mangaka?

In maniera estremamente difficile. Siccome dovevo esordire sulla rivista ammiraglia di Shueisha, Shonen Jump, dovevo creare una storia adatta ad un target di teenager: non troppo complicata, con bei personaggi e ricca d’azione. Le prime bozze delle mie storie erano sempre scartate, perchè il redattore trovava sempre dei difetti. Ero in crisi: fortunatamente tra i vari bozzetti e le storielle che avevo creato tempo addietro e i miei appunti, riuscii a racimolare abbastanza per dare vita ai primi capitoli di Naruto.

Arrivati a Naruto, ci dica: perchè creare una storia sui Ninja?

Ho da sempre avuto una passione ricca d’orgoglio per le origini e la cultura del mio paese: pertanto siccome Jump non era nuovo a storie di Samurai, pensai… perchè non farne una sui Ninja? Decisi così di rinnovare l’immagine dei Ninja e di riportarli con gloria sulle pagine di Jump.

Avete avuto un Modello Specifico, per creare il Villaggio della Foglia?

Certamente, il mio paese natale. Quando ero ancora un bambino, abitavo nei pressi di una base militare, così decisi di creare il Villaggio della Foglia basandomi su quella realtà in cui vivevo: a metà tra la campagna semplice e tradizionale, per finire all’ambiente moderno e tecnologico. Per questo motivo, i personaggi vestono con abiti tradizionali, ma possono usufruire di confort come elettricità e circuiti televisivi e radiofonici. Questa comunque, non è una prerogativa del Villaggio di Naruto, ma di tutto il mondo in cui si svolge Naruto, un po’ come Akira Toriyama, che per il suo Dragonball, aveva creato un mondo dove animali, mostri preistorici, fantasmi ed esseri umani vivono senza problemi.

In che ordine ha creato i personaggi di Naruto?

Sono partito proprio dal protagonista, Naruto. Ed avendo creato questo personaggio con questa storia alle spalle, è stato abbastanza facile creare Iruka come supporto. In seguito, ho dovuto dare un capo al Villaggio, e qui ho creato l’Hokage. Dopo di lui, per procedere nel corso della storia, mi serviva un maestro che dovesse occuparsi di Naruto: ecco che fece la sua comparsa, Kakashi.

Sasuke e Sakura sono quindi giunti, dopo Kakashi?

Quella è stata un’idea del mio redattore! (ride) Mi ha proposto di creare un personaggio che assumesse il ruolo di “rivale” di Naruto, e che quindi dovesse essere il suo opposto: bello, distaccato, intelligente e forte. Per creare questa rivalità mi sono ispirato ad un duetto della mia infanzia: Goku e Crilin di Dragonball. I fan dell’opera di Akira Toriyama, si ricorderanno che nel corso della prima serie i due ragazzi erano in accanita rivalità. Da Sasuke, ho generato Sakura: per aumentare la rivalità tra i due serviva un terzo elemento che provasse amore nei confronti del rivale del protagonista, e chi meglio di Sakura?

La ringraziamo per il tempo concesso e per la sua disponibilità, prima di salutarci, può darci qualche esclusiva sugli sviluppi di Naruto?

Non so neanche io che piega prenderà questa storia, perchè nella mia mente una conclusione è ancora lontana, quello che è certo è che voglio far crescere Naruto, pertanto non escludo che sia una storia generazionale. Posso inoltre dire che fornirò maggiori dettagli su alcuni personaggi per ora solo citati o con brevi apparizioni, come Itachi e su come Kakashi ha ottenuto lo Sharingan…

Con questa curiosità, salutiamo ansiosi di leggere i nuovi capitoli del Manga, Masashi Kishimoto, ringraziandolo nuovamente per l’intervista!

Grazie a voi e a tutti i lettori che seguono e sostengono Naruto. Continuate a leggere le gesta dei nostri eroi, perchè vi assicuro che ne vedrete delle belle! (ride)

 

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